Ci sono politiche che si vedono nei cantieri e politiche che si vedono nelle vite delle persone: un anziano che d’estate sa chi chiamare, una donna che trova una porta aperta nel momento più difficile, una famiglia che entra in un alloggio dignitoso dopo anni di precarietà. È su questo secondo terreno, meno fotografabile ma decisivo, che si misura l’idea di comunità coltivata in questi anni: includere significa coinvolgere, e una città è tanto più forte quanto meno lascia indietro.
Non lasciare soli gli anziani
Con una popolazione che invecchia, la vicinanza agli anziani è diventata un servizio strutturato. Estate Sicura è tornata ogni estate del mandato con un numero dedicato, ascolto, trasporto e pasti a domicilio per gli over 65 e le persone non autosufficienti; accanto c’è la rete di prossimità del progetto Soli Mai, costruita con i volontari del territorio. I centri anziani sono stati tenuti al centro della vita cittadina: le giornate di “Agosto in piazza” a Stella Polare, le vaccinazioni portate direttamente nelle sedi di Stella Polare e Terrazzano, gli incontri con la Polizia Locale contro le truffe, i corsi per muoversi nel digitale tra siti e prenotazioni.
Sono servizi che non fanno rumore, ma che per chi li usa fanno la differenza tra l’isolamento e il sentirsi parte di una comunità.
Contro la violenza di genere
Il centro antiviolenza HARA è il presidio attorno a cui si è consolidata la rete territoriale contro la violenza sulle donne, costruita insieme agli altri comuni dell’ambito: in cinque anni di attività ha accolto quasi mille donne. Il lavoro non si è fermato all’accoglienza: la rete ha investito sulla prevenzione, con i corsi per docenti “A scuola di parità”, la formazione di Ambassador capaci di far crescere la consapevolezza su abusi e violenze, e le iniziative che ogni anno accompagnano il 25 novembre coinvolgendo anche adolescenti e scuole.
La casa come punto di partenza
Sulla fragilità abitativa si è lavorato recuperando patrimonio esistente e destinandolo a chi ne ha bisogno. Nel 2025 sono stati inaugurati i quattro alloggi ristrutturati di via Torino, affidati al servizio di housing sociale per accogliere famiglie in difficoltà; altri alloggi, confiscati alla criminalità organizzata, sono stati riqualificati con bandi regionali e restituiti a una funzione sociale. Guarda invece agli studenti la candidatura dello Steccone, l’ex cotonificio, ai fondi PNRR per diventare studentato, dentro una prospettiva più ampia di Rho città universitaria di cui si è iniziato a discutere pubblicamente.
Bambini, ragazzi, famiglie
L’estate rhodense dei più giovani è diventata un sistema: centri estivi comunali, oratori feriali in convenzione con le parrocchie, campus sportivi e culturali, con migliaia di partecipanti ogni anno (oltre tremila già nel 2022) e un’attenzione specifica ai campus per ragazzi con disabilità. Il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze ha dato ai più giovani un luogo dove imparare la cittadinanza esercitandola, e con Sercop, l’azienda dei servizi sociali dei comuni del rhodense, sono cresciuti servizi come la nuova sede del servizio affidi e dello spazio neutro.
Accessibilità e disabilità
Il passo più strutturale è l’avvio del PEBA, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, accompagnato da un ambito di consultazione permanente sull’accessibilità aperto a cittadini e associazioni. Accanto al piano, esperienze concrete hanno mostrato la direzione: il progetto sociale che ha impiegato persone con disabilità nella digitalizzazione del patrimonio della Biblioteca Popolare, i campus estivi dedicati, le linee guida per il trasporto e l’accompagnamento. È un ambito in cui la strada da fare resta lunga, e proprio per questo gli strumenti di programmazione contano.
Una comunità solidale
La solidarietà rhodense ha trovato anche momenti pubblici in cui riconoscersi: la cena benefica per l’ospedale di Emergency, che ha raccolto 4.600 euro, l’adesione alla campagna R1PUD1A con lo striscione “Questo Comune ripudia la guerra” esposto richiamando l’articolo 11 della Costituzione, le raccolte e i pranzi che negli anni hanno coinvolto famiglie in difficoltà e rifugiati. Gesti diversi, uniti dal principio con cui la città sta nel mondo: i valori universali della pace e dell’accoglienza si praticano prima di tutto a casa propria.
I fronti aperti
Le proposte di +Rho indicavano anche strumenti di partecipazione che restano da costruire: il Forum dedicato alla disabilità, il forum del terzo settore per mettere in rete associazioni, parrocchie e cooperative, il bilancio partecipativo. Sono cantieri di metodo, più che di opere, e il tessuto associativo con cui dialogare in questi anni si è dimostrato vivo.
Il filo che tiene insieme questi anni è la scelta di investire sulle relazioni: tra generazioni, tra istituzioni e volontariato, tra chi ha bisogno e chi può dare. È il capitale più difficile da misurare, ed è quello su cui una comunità si regge.
Approfondimenti
- Alessandra Borghetti
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