Nel novembre 2023 Villa Burba ha riaperto le sue sale restaurate con una festa che il Comune ha intitolato “La Bellezza ritrovata, la Bellezza di ritrovarsi”. Le due espressioni, insieme, dicono molto della direzione culturale di questi anni: rimettere in ordine i luoghi della cultura cittadina e, nello stesso movimento, farne spazi in cui la comunità si incontra.
Villa Burba, la bellezza ritrovata
La villa storica di corso Europa è stata il cantiere culturale più importante del mandato. Un bando regionale da 500 mila euro ha finanziato la riqualificazione del parco, a cui si è aggiunto oltre un milione di euro per restauri, accessibilità e tecnologia; il restauro conservativo, avviato nell’autunno 2022, si è concluso nel novembre 2023 con la riapertura di sale e giardini.
Da allora la villa è tornata a essere il salotto della città: le mostre d’arte che si sono succedute senza interruzione (da Franco Rognoni ad Aligi Sassu, fino alle rassegne legate alla stagione olimpica), le Giornate FAI di Primavera che hanno portato folle di visitatori, i laboratori sui bachi da seta che ne raccontano la storia agricola, le serate estive tra concerti, letture e cinema nel giardino storico. Nel 2025 la villa è diventata anche la nuova casa della Biblioteca Popolare, e una convenzione con la Scuola di Restauro di Botticino si prende cura delle opere che custodisce.
I luoghi della cultura
Il lavoro sugli spazi non si è fermato alla villa. L’Auditorium di via Meda, punto di riferimento per le rassegne cittadine, è al centro di una riqualificazione partita nell’estate 2026: nuove poltrone, nuovo schermo, impianto elettrico, luci e audio rifatti, grazie a un finanziamento regionale ottenuto con il gestore del cinema e a una quota comunale destinata alle dotazioni per gli spettacoli dal vivo di scuole e associazioni. Qui vive Cin&Città, la rassegna cinematografica che in una sola stagione ha sfiorato i ventimila spettatori. L’Archivio comunale ha trovato nel 2025 una nuova sede in via Bersaglio, inaugurata come “casa delle memorie di carta” della città. E il progetto del nuovo Municipio con la nuova Biblioteca e il centro civico, il cui appalto è stato assegnato nel 2023, disegna il prossimo capitolo degli spazi civici, presentato ai consiglieri comunali nel Forum PNRR. In questa geografia si è inserito anche il Teatro Civico Roberto de Silva, che ha portato in città una stagione di spettacoli di richiamo.
La memoria come cultura civica
Una parte riconoscibile del lavoro culturale ha riguardato la memoria. L’ottantesimo anniversario della Liberazione è stato celebrato nel 2025 con il programma “80 voglia di libertà” e con la presenza del Comune a Flossenbürg, nel campo dove morirono deportati rhodensi; il podcast “I giorni della Resistenza” ha raccontato quelle vicende con un linguaggio nuovo, e il progetto “Memoria è Libertà” ha mappato i luoghi della Resistenza in città. Un filone speciale è quello degli IMI, gli internati militari italiani: il recupero di una pagina di storia locale a lungo dimenticata, una mostra entrata nei percorsi della memoria milanesi e le medaglie d’onore consegnate ai familiari, ricevuti in Municipio.
È una scelta precisa: trattare la memoria non come rito, ma come educazione civica permanente, costruita con le scuole, con ANPI e con le associazioni.
Cultura diffusa
Accanto ai luoghi e alla memoria c’è la trama degli appuntamenti che tengono viva la città: il festival Circonferenze arrivato all’undicesima edizione, le maratone di lettura, Piano City con i concerti in piazza e al Parco Europa, il minifestival Bozzoli che ha trasformato Villa Burba in palcoscenico di danza e teatro, le pubblicazioni sulla storia locale come il quaderno sul Riale di Rho. Il Comune ha sostenuto questo tessuto anche con i contributi annuali alle associazioni culturali: è la cultura che nasce dal territorio, a cui l’amministrazione dà spazio e continuità.
I fronti aperti
Dalle proposte di +Rho restano da sviluppare il museo cittadino, pensato per l’edificio comunale di piazza Visconti, e il pieno utilizzo degli spazi rinnovati per una stagione pensata con le scuole di musica, teatro e danza del territorio. Il completamento del nuovo Municipio con la Biblioteca-centro civico sarà l’occasione per ripensare l’intero sistema dei luoghi culturali.
La cultura rhodense di questi anni si lascia riassumere in un’immagine: luoghi rimessi a nuovo che si riempiono di persone. È il segno che l’investimento sulla bellezza, quando è accompagnato da un calendario vivo, diventa investimento sulla comunità.
Approfondimenti
- Alessandra Borghetti
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