Ex Mercatino di corso Garibaldi: il cantiere che lo trasformerà in una nuova agorà

Agosto 2026: partita la fase finale dei lavori nell’edificio comunale rimasto vuoto in centro, con la consegna prevista per metà gennaio 2027.

Ad agosto, quando i cantieri di solito si fermano, in corso Garibaldi si lavora. Nell’edificio comunale che ha ospitato il Mercatino, e che negli ultimi anni si era svuotato con la progressiva chiusura delle attività alimentari, una squadra sta posando le nuove dorsali elettriche nel cortile mentre un’altra demolisce controsoffitti e pareti in cartongesso per liberare gli spazi. Le lavorazioni interne procedono in parallelo con quelle esterne per non interferire fra loro: la scelta di tenere aperto il cantiere anche in agosto serve a rispettare la scadenza di metà gennaio 2027.

È la fase finale di un percorso cominciato due anni prima. Il primo lotto, concluso nel 2025, ha riguardato l’involucro: rifacimento delle guaine di copertura del porticato e degli ex negozi, ripristino di intonaci e tinteggiature delle facciate, pulizia e verniciatura del plafone del portico alto, nuova lattoneria lungo il cornicione, riverniciatura di infissi e colonne. Era stato finanziato con 200 mila euro di risorse comunali e 75 mila ottenuti dal bando regionale sui Distretti urbani del commercio. Il secondo lotto, quello ora in corso, riguarda l’interno e si regge su un finanziamento di 320 mila euro assegnato dalla Fondazione Cariplo con il bando “Luoghi da rigenerare”.

Che cosa diventerà lo si sa già, perché è stato scritto insieme a chi lo gestirà. Nel 2024 il Comune ha aperto un avviso di co-progettazione, e lo spazio è stato affidato all’associazione Tutti Frutti ETS, che vi insedierà funzioni pubbliche e sociali accanto a un’area dedicata alla ristorazione. Il documento di co-progettazione parla di una nuova agorà per la città, rivolta in particolare ai giovani fra i quattordici e i trentacinque anni. Dentro ci saranno il piazzale per gli eventi e il cinema all’aperto d’estate, i portici come spazio espositivo, un’area per l’artigianato manuale con attenzione al riuso, uno sportello di comunità, uno studio per la produzione di podcast.

Sono destinazioni che tengono insieme due cose spesso trattate separatamente, il commercio e la vita sociale del centro. Un edificio pubblico vuoto in una via centrale è un problema di decoro e insieme un’occasione mancata di incontro; rimetterlo in funzione mescolando food, cultura e servizi è la strada che l’amministrazione ha scelto per risolverli insieme.

Il cronoprogramma indica la metà di gennaio 2027 per la fine dei lavori. Da lì in avanti la partita si sposta sulla gestione, che è poi la parte che decide se uno spazio rigenerato resta vivo.

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