Dalla seduta del Consiglio comunale di mercoledì 11 marzo 2026, dedicata agli emendamenti al bilancio.
Le serate degli emendamenti sono il momento in cui si vede come lavora un gruppo consiliare: si può liquidare ogni proposta con un no di schieramento, oppure entrare nel merito, numeri alla mano. L’11 marzo tutti e quattro i consiglieri di +Rho hanno scelto la seconda strada.
Giuseppe Caronni ha spiegato perché spostare tre milioni dalla sistemazione di piazza Don Minzoni a via Risorgimento non fosse un semplice scambio di priorità: l’intervento su Don Minzoni attua il Piano del traffico approvato dal Consiglio, deve accogliere la ciclabile metropolitana del Biciplan che completa la bicipolitana nata dal bilancio partecipativo, e ha una progettazione già affidata con consegna a giugno; via Risorgimento, il cui progetto resta utile, richiede prima di tutto di risolvere la questione delle proprietà private che si affacciano sugli spazi da riqualificare. Salvatore Tranchina, sulle politiche giovanili, ha ribadito la sua linea: i giovani meritano percorsi stabili e professionali, dal MAST alle radio scolastiche, non eventi improvvisati con risorse che non garantirebbero né qualità né sicurezza.
Monica Varasi ha risposto sui cimiteri mettendo in fila gli stanziamenti reali, oltre 1,2 milioni tra manutenzioni ordinarie e straordinarie, e i lavori già fatti, dai nuovi loculi ai trecento ossari aggiunti; sull’orientamento dei giovani ha ricordato il progetto Teseo con millesettecento partecipanti e sette università, le giornate sugli ITS e quelle sulle professioni della cura. Angelo Rioli ha chiuso sul Parco Europa e sugli impianti sportivi: verifiche tecniche annuali senza criticità, una manutenzione straordinaria complessiva del parco in valutazione dopo dodici anni dalla realizzazione, e una programmazione degli interventi costruita con le società sportive che vivono gli impianti ogni giorno.
Quattro temi diversi, un solo metodo: si respinge una proposta solo dopo aver dimostrato che esiste già una risposta più solida. È il lavoro meno visibile del consigliere di maggioranza, ed è quello che tiene in ordine un bilancio.