A Mazzo la Zona 30 nasce da una petizione

9 luglio 2024: l’incontro pubblico chiude nove mesi di percorso partecipato sulla viabilità della frazione.

La sera del 9 luglio 2024 il salone parrocchiale sotto la chiesa di Maria Ausiliatrice ha ospitato l’ultimo appuntamento di un lavoro cominciato in ottobre. All’origine, a inizio mandato, c’era una petizione firmata da centinaia di residenti che chiedeva di ridurre la velocità a Mazzo. Si poteva rispondere con un provvedimento deciso in Municipio. Il Comune ha scelto invece di aprire un percorso di ascolto, affidato alla società di consulenza Decisio, e di portarlo avanti per nove mesi prima di mettere mano alle strade.

Ai tavoli si sono alternati docenti e rappresentanti dei genitori delle scuole della frazione, la Consulta delle frazioni e dei quartieri, le società sportive, la parrocchia e gli oratori. E ancora le comunità religiose, i ciclisti della FIAB, i commercianti di Confcommercio, insieme agli uffici comunali della mobilità e dei lavori pubblici. Nel primo incontro chi vive o lavora a Mazzo ha disegnato i punti critici su lucidi appoggiati sulle cartine. Ne sono uscite priorità nette, le vie Togliatti e Grossi e piazza Gandhi, e problemi ricorrenti: il traffico che attraversa la frazione senza fermarsi, la velocità, i percorsi a piedi da rifare.

Alla serata l’ufficio tecnico ha elencato le opere in partenza. Gli attraversamenti protetti su via Togliatti, verso la scuola e verso il parco, erano già realizzati. Sarebbero seguiti quelli su via Ospiate, su via Grossi e altri sulla stessa via Togliatti, con restringimenti di carreggiata, isole salvagente, chicane e piattaforme rialzate. I primi cantieri erano attesi per fine luglio, gli altri per settembre, con chiusura entro l’inverno. È il repertorio della moderazione della velocità: opere piccole, ciascuna in un punto preciso, che valgono per come si tengono insieme.

Il capitolo più aperto resta piazza Gandhi, cuore commerciale del quartiere e oggi un’ampia distesa asfaltata. Ripensarla ha richiesto sei criteri dichiarati in partenza: le scuole al centro, i servizi di vicinato, la sicurezza, la viabilità motorizzata, la pedonalità, il verde urbano. Sono nate tre ipotesi di progetto, e i residenti hanno preferito la più strutturata, quella che interrompe il passaggio dei veicoli e ricava parcheggi, spazi per i bambini e nuovo verde. Chi ha condotto il percorso ha ammesso di non attendersi una scelta così netta.

Nel confronto finale il Sindaco Andrea Orlandi ha rassicurato sulla dotazione di parcheggi, che non verrà ridotta, e ha aggiunto una considerazione che vale oltre Mazzo: per moderare la velocità i dossi non bastano, devono cambiare i comportamenti. Il dato che gli è rimasto impresso sono gli incidenti mortali della frazione, con le famiglie che ne portano il peso. Sul nodo più critico, l’innesto del cavalcavia fra le vie Grossi e De Gasperi, l’Amministrazione ha annunciato l’intenzione di realizzare una rotatoria raccordata anche con via Morandi. L’incarico di progettazione era in affidamento, con l’obiettivo dichiarato di arrivare all’opera entro il 2026.

Un percorso come questo non produce soltanto cantieri. Produce un ordine di priorità che chi abita quelle strade riconosce come proprio, e un metodo che si può ripetere altrove.

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