Giovedì 29 gennaio 2026, in Sala Consiliare, il convegno sullo studentato diffuso.
Giovedì 29 gennaio 2026 la Sala Consiliare si è riempita per “Una casa per chi studia. Una città per crescere”, il convegno organizzato dal Consiglio comunale per ragionare sullo studentato diffuso: la possibilità che Rho diventi davvero città universitaria, accogliendo i giovani che studieranno alla nuova sede della Statale in MIND e negli atenei milanesi. L’evento è il frutto di un anno di lavoro di un gruppo di consiglieri di più gruppi, tra cui Monica Varasi, che ha moderato la sessione dedicata agli strumenti concreti.
I numeri presentati inquadrano l’occasione: Milano conta 237 mila studenti, quasi la metà fuori sede; a Rho gli universitari sono già circa mille, e la scommessa è portarne a vivere in città 1.200, trecento nello studentato in costruzione e novecento in duecento abitazioni diffuse messe a disposizione da proprietari privati, per studenti ma anche dottorandi, ricercatori e docenti. Il punto di forza è la mobilità: dalle sedi universitarie di MIND, Rho è a mezz’ora di bicicletta. Attorno al tavolo si sono confrontati università, operatori immobiliari, sindacati degli inquilini e i servizi sociali del territorio, con i bisogni degli studenti raccontati dalla loro viva voce: mezzi pubblici efficienti, sale studio, luoghi dove non sentirsi soli.
Il Sindaco, chiudendo i lavori, ha collocato il tema dove merita: non si tratta solo di alloggi, ma di che cosa Rho vuole essere, in una città dove la fascia più numerosa ha tra i 55 e i 65 anni e che rischia di perdere abitanti proprio mentre il polo fieristico e MIND attraggono investimenti internazionali. Gli studenti sono la linfa che può invertire la tendenza: accoglierli è una scelta strategica, non un gesto di cortesia.