13 dicembre 2022: la giunta approva all’unanimità la costituzione di parte civile nel processo alla “Locale di Rho”.
Il 22 novembre 2022 la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano aveva fatto scattare 49 ordinanze cautelari nell’ambito dell’inchiesta “Vico Raudo”: le indagini avevano svelato la ricostituzione di una struttura territoriale della ‘ndrangheta, la “Locale di Rho”, già emersa nella storica inchiesta “Infinito” del 2010, e un controllo del territorio fatto di intimidazioni, incendi di auto, estorsioni e spaccio. Tre settimane dopo, il 13 dicembre, la giunta ha deciso all’unanimità la risposta della città: il Comune di Rho si costituisce parte civile nel processo.
Non era un atto scontato. La scelta nasce dalla convinzione che il Comune sia parte offesa, danneggiato nell’immagine e nel nome da una vicenda che ha associato Rho alla parola ‘ndrangheta davanti all’opinione pubblica nazionale. Il Sindaco ha spiegato il triplice senso della decisione: prendere le distanze da quelle logiche, difendere il nome di una comunità fatta di migliaia di persone oneste, e soprattutto dire a chi subisce minacce o richieste illegali che le istituzioni ci sono, e che denunciare si può. La coerenza è di lungo periodo: Rho aderisce dal 2013 ad Avviso Pubblico, la rete degli enti locali impegnati nella formazione civile contro le mafie.
Un anno dopo, alla notizia delle condanne, l’amministrazione avrebbe espresso pubblicamente la propria soddisfazione: la strada della legalità, imboccata quel 13 dicembre, si era rivelata giusta.