Dopo i Giochi: l’eredità olimpica di Rho

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26 marzo 2026: il ringraziamento della città a volontari, tedofori e forze dell’ordine chiude la stagione olimpica.

Il 26 marzo 2026, a Giochi conclusi, il Comune ha voluto dire grazie pubblicamente a chi ha reso possibile la stagione olimpica rhodense: i volontari, i tedofori, le forze dell’ordine che per settimane hanno presidiato la zona attorno a Rho Fiera. È il momento giusto per chiedersi che cosa resta a una città dopo che la fiamma si è spenta.

A Rho resta parecchio. Restano i segni fisici voluti per ricordare MiCo26: un murales e due sculture entrati nel paesaggio urbano. Restano i nomi nuovi del Giardino dei Giusti, scelti quest’anno in dialogo con i valori olimpici. Resta l’esperienza di una città che si è vestita dei colori dei Giochi, ha seguito le gare sullo schermo del Tourist Infopoint, ha pattinato per un inverno intero sulla pista di piazza Visconti e ha visto i propri studenti entrare nell’arena olimpica. E resta una consapevolezza: Rho ha dimostrato di saper stare dentro un evento mondiale, con i suoi servizi, i suoi volontari e la sua capacità di accoglienza.

L’eredità olimpica non è un monumento: è questa prova superata, che la città porta con sé verso le prossime occasioni, a partire dal rapporto quotidiano con la Fiera e con MIND.

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