Dalla seduta del Consiglio comunale di mercoledì 26 marzo 2025.
La serata dedicata al piano sociale di zona e al piano programma di Sercop è stata una radiografia del welfare del territorio, con tutto il gruppo +Rho in campo. L’assessore Paolo Bianchi ha raccontato come nasce il piano triennale dei nove comuni: non a tavolino, ma da un percorso partecipato culminato in un convegno a Villa Burba così affollato da dover aprire il collegamento online, dove cooperative, associazioni e cittadini hanno discusso gli obiettivi insieme ai tecnici.
Angelo Rioli ha dato la profondità storica: Sercop nasce nel 2007 dalla consapevolezza che i servizi alla persona, con una popolazione che invecchia e bisogni che crescono, richiedono una scala sovracomunale. Diciassette anni dopo, l’azienda dipende dai comuni per meno della metà delle proprie fonti e tiene i costi generali di supporto sotto il tre per cento del valore dei servizi, circa la metà di realtà simili: numeri che le permettono di prendere in carico vulnerabilità che i singoli comuni non potrebbero affrontare. Monica Varasi è entrata nei servizi che quei numeri finanziano: i quattrocento casi seguiti dalla tutela minori, l’assistenza educativa scolastica per quasi quattrocento alunni con disabilità, un investimento imponente e in crescita che garantisce un diritto allo studio vero, il trasporto disabili, le duemila telefonate di aiuto sul tema casa. E Salvatore Tranchina ha scelto l’area giovani-lavoro, con i percorsi individualizzati, i corsi nati dai bandi regionali e le radio web che coinvolgono decine di ragazzi: ascoltare i giovani, ha ricordato citando i dati sul disagio post-pandemico, non è un lusso ma una priorità.
Un piano votato con convinzione, dentro uno slogan che il gruppo ha fatto proprio: non lasciare indietro nessuno. Detto in aula, è un auspicio; misurato nei numeri di Sercop, è un lavoro quotidiano.