Chi attraversa Rho oggi incontra alberi giovani dove prima c’era asfalto o prato incolto: i nuovi boschi di Passirana e di via Deledda, i filari messi a dimora nei parcheggi ridisegnati, le centinaia di piante che ogni inverno si aggiungono nei parchi. È il segno più visibile di un lavoro che in questi anni ha intrecciato il verde urbano, la gestione dell’acqua e il rapporto con la campagna che circonda la città, con un’idea di fondo: la cura del territorio come investimento sulla qualità della vita di tutti.
Una città che pianta alberi
La forestazione urbana è stata una costante del mandato. Alle campagne annuali di piantumazione, con centinaia di nuovi alberi messi a dimora nei parchi e nelle aree verdi (320 nell’autunno 2024, 527 entro il febbraio successivo), si è affiancata la collaborazione con Forestami, il progetto di forestazione della grande area metropolitana: ne sono nati nuovi boschi urbani, a Passirana e in via Deledda, piantati anche con la partecipazione diretta dei cittadini nelle giornate di piantagione collettiva. Accanto ai numeri c’è la cura dell’esistente: le potature programmate, la sostituzione delle piante malate, l’attenzione a scegliere specie capaci di attecchire e durare.
Il verde, in questa visione, non è arredo: è lo strumento con cui una città si prepara a estati più calde e piogge più violente, rinfresca i quartieri e restituisce bellezza agli spazi di tutti i giorni.
La città spugna
Sul fronte dell’acqua Rho è diventata un riferimento in area metropolitana con il progetto dei parcheggi “spugna”: undici aree di sosta ripensate con pavimentazioni drenanti e nuovo verde, per circa sei milioni di euro, così che l’acqua piovana filtri nel terreno invece di sovraccaricare la rete fognaria nei giorni di pioggia intensa. Il primo è stato aperto in via Cornaggia nella primavera 2024; sono seguiti, tra gli altri, quelli di via Gramsci, via Nenni, via Bersaglio e via Redipuglia, e nei nuovi parcheggi sono arrivati alberi, arbusti e prati fioriti.
La stessa attenzione attraversa gli altri interventi sull’acqua: la rete duale realizzata con Gruppo CAP, che usa l’acqua di prima falda per l’irrigazione preservando quella potabile, e le case dell’acqua distribuite in città, arrivate a quota quattro con l’inaugurazione di Terrazzano. Dietro a opere così diverse c’è un principio semplice: trattare l’acqua come una risorsa preziosa, da non sprecare e da governare.
Parchi da vivere
I parchi cittadini sono stati oggetto di un ciclo continuo di riqualificazioni: il parco di via dei Ronchi, rinnovato in vialetti e giochi e inaugurato con le famiglie del quartiere; il parco Aldo Moro; il parco dell’educazione stradale intitolato a Lea Garofalo; i parchi di Lucernate, dove il cantiere è stato raccontato ai cittadini anche con visite guidate. A Lucernate il nuovo parco di via Magenta è pensato con spazi fitness, un giardino condiviso con orto didattico e un frutteto di varietà antiche: il verde pubblico che diventa anche occasione di socialità e di educazione.
La fruibilità è cresciuta con scelte minute ma concrete: i chioschi affidati nei parchi Pomé ed Europa, gli angoli lettura, gli stanziamenti dedicati (700 mila euro per parchi, campi sportivi e aree gioco in un solo esercizio) e un nuovo pacchetto di manutenzioni straordinarie approvato a fine 2025. A Passirana, la nascita del parco di via Pasteur è passata da un percorso partecipato che ha coinvolto centinaia di cittadini nella fase di ascolto e co-progettazione.
La campagna e i suoi parchi
Rho resta una città con una forte impronta agricola, e in questi anni il rapporto con il territorio coltivato è stato coltivato a sua volta. Il passaggio più significativo riguarda il Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Basso Olona: un nuovo patto tra i Comuni e la nuova convenzione approvata in Consiglio comunale nel 2025, che rilancia la gestione condivisa di quell’area con Rho in una posizione di guida. In aula, il valore di questi strumenti è stato raccontato da chi il territorio agricolo lo conosce per mestiere: il consigliere Giuseppe Caronni ne ha fatto uno dei fili del proprio lavoro in Consiglio, dallo Statuto del Parco Agricolo Sud Milano alla convenzione del Basso Olona.
Intorno ai parchi sovracomunali è cresciuta anche la dimensione della festa e della scoperta: le giornate del PLIS con il Molino Day, le camminate di Olona Walking con guide volontarie, i corsi di orticoltura urbana al Parco dei Fontanili. Sono i modi con cui un patrimonio spesso poco conosciuto entra nella vita delle persone.
I fronti aperti
Restano proposte su cui il lavoro è ancora davanti: il compostaggio comunale per chiudere il ciclo del materiale organico, un monitoraggio diffuso della qualità dell’aria che vada oltre le prime sperimentazioni nelle scuole, la riapertura di tratti dei corsi d’acqua e una food policy costruita con le realtà agricole del territorio. Sono direzioni coerenti con quanto fatto finora, che chiedono continuità e nuove risorse.
Nel complesso, il filo di questi anni è riconoscibile: più alberi e più ombra, un’acqua governata meglio, parchi rinnovati e vissuti, un dialogo stabile con la campagna. Una città che si prende cura del proprio territorio si prepara meglio al futuro, e lo fa migliorando il presente.
Approfondimenti
- Giuseppe Caronni
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