Dalla seduta del Consiglio comunale di mercoledì 26 novembre 2025.
Con i 41 lavoratori della Freudenberg presenti in aula, il Consiglio ha votato all’unanimità l’ordine del giorno sulla chiusura annunciata del sito produttivo rhodense. Il Sindaco ha inquadrato la vicenda per quello che è: una multinazionale in salute che smonta due linee produttive funzionanti a pieno ritmo per portarle altrove, citando fattori globali che nulla hanno a che fare con un territorio che resta attrattivo per logistica, innovazione e vicinanza a MIND e Fiera. E ha fissato i tre fronti dell’impegno comune: chiedere all’azienda di farsi parte attiva perché nel capannone resti un’attività produttiva, lavorare al ricollocamento di tutti i lavoratori, a partire da chi è più difficile da ricollocare, e pretendere l’accompagnamento economico dove le prime due strade tardassero. Il voto unanime ha un peso preciso: è l’intera città che lo chiede, e che ha promesso di restare al fianco dei lavoratori finché anche uno solo sarà senza soluzione.
La seconda parte della serata ha guardato lontano: il Piano per il diritto allo studio, per la prima volta triennale, approvato dopo un lavoro che ha coinvolto uffici, dirigenze scolastiche e tutte le forze politiche. L’assessore Paolo Bianchi lo ha presentato come il manifesto della comunità educante: gli sportelli di ascolto in ogni plesso, aperti anche a famiglie e insegnanti, la refezione rifatta piatto per piatto con il gradimento monitorato e il recupero del cibo non consumato, il pre e post scuola esteso anche alle scuole più piccole delle frazioni, i servizi estivi come continuità educativa. Per il gruppo sono intervenuti in tre: Salvatore Tranchina sulla scuola inclusiva che investe in spazi e didattica, Angelo Rioli sull’orientamento e sulla collaborazione tra scuole e aziende del territorio, e Monica Varasi con una riflessione sui venticinque anni della legge sulla parità scolastica, ricordando che le scuole dell’infanzia paritarie delle frazioni sono presidi insostituibili e salutando lo screening pedagogico precoce come un aiuto concreto alle famiglie contro i tempi lunghi delle certificazioni.
C’è stato spazio anche per uno sguardo controcorrente: sulla mozione dedicata a un gruppo di ragazzi che si ritrova la sera a Mazzo, Giuseppe Caronni ha parlato da padre e da persona del quartiere, ricordando che dei giovani che ascoltano musica in un parco non sono un’emergenza, e che anche la sua generazione si ritrovava con i motorini rumorosi senza per questo finire male. La sicurezza è una cosa seria, ed è proprio per questo che va maneggiata senza trasformare ogni compagnia di ragazzi in un problema.