Bentornati nella nostra comunità: le medaglie agli internati militari rhodensi

Il 28 ottobre 2025, in Municipio, l’incontro con i familiari degli IMI premiati in Prefettura.

Il 20 settembre 2025, in Prefettura, sono state consegnate le medaglie d’onore alla memoria di alcuni Internati Militari Italiani rhodensi: i soldati che dopo l’8 settembre 1943 dissero no alla Repubblica di Salò e pagarono quella scelta con la deportazione nei lager, partigiani di un’altra resistenza, senza fucile. Il 28 ottobre il Municipio ha voluto completare il gesto: il Sindaco ha incontrato i familiari per ascoltare le loro storie, insieme all’ANPI, che agli IMI rhodensi ha dedicato un opuscolo con una cinquantina di vicende ricostruite, e alle associazioni della memoria dei deportati.

I racconti si somigliano in un punto: il silenzio. Quasi nessuno di quei padri parlò mai della prigionia; i figli hanno ricostruito tutto dopo, dai fogli matricolari, dalle gavette incise con la baionetta, dai dettagli strappati a fatica, le patate nascoste per non morire di fame, i capelli persi per la tensione durante il viaggio di deportazione, le scarpe comprate coi risparmi al ritorno per potersi sposare. E un’amarezza comune: al rientro, nessun ringraziamento, nemmeno un benvenuto. Per questo le parole di uno dei figli hanno dato il titolo alla giornata: invitandoci in Municipio, state dicendo ai nostri genitori bentornati nella nostra comunità.

Il percorso continua: l’opuscolo si aggiorna con i nomi che riemergono, le scuole lavorano con i testimoni di seconda generazione, e nella primavera 2026 una delegazione rhodense renderà omaggio al Tempio nazionale dell’Internato Ignoto. La memoria, ha detto il Sindaco, serve a difendere la linea oltre la quale si perde umanità: a Rho quella linea ha ora cinquanta nomi in più.

Approfondimenti

Altri articoli su: