Dalla seduta del Consiglio comunale di mercoledì 24 settembre 2025.
La delibera più concreta della serata è una manovra che il Sindaco ha definito senza precedenti recenti per dimensione: l’applicazione di oltre sei milioni di euro di avanzo di amministrazione, trasformati in interventi che si vedranno per strada. Quasi metà va su strade, marciapiedi e verde, il capitolo su cui in due anni si è andati ampiamente oltre i cinque milioni, molto più dell’ordinario dei bilanci precedenti; seicentomila euro vanno ai cimiteri, trecentomila all’Auditorium di via Meda, altre risorse completano la nuova sede di Rho Soccorso. C’è anche un dettaglio che racconta come i fondi esterni generino valore a cascata: centomila euro serviranno a trasformare in aule e laboratori gli spazi che il vecchio refettorio della scuola Federici libererà quando aprirà quello nuovo, finanziato dal PNRR.
L’altro passaggio è la fotografia annuale del “gruppo Comune di Rho”, il bilancio consolidato delle partecipate: un gruppo molto patrimonializzato, con un patrimonio netto di 220 milioni a fronte di immobilizzazioni per 286, costruito quasi interamente con mezzi propri, liquidità abbondante e un risultato d’esercizio complessivo di oltre cinque milioni, con i revisori senza osservazioni. Il Sindaco ne ha tratto una difesa appassionata del pubblico che funziona: società che non inseguono il profitto ma i servizi, amministratori che in alcuni casi prestano il proprio lavoro per gettoni simbolici, professionalità che smentiscono il luogo comune dell’ente pubblico inefficiente.
Due delibere tecniche, un messaggio semplice: i conti in ordine non sono un fine, sono ciò che permette a una città di asfaltare le strade, sistemare i cimiteri e rinnovare i luoghi della cultura senza fare debiti.