Sabato 17 maggio 2025, a Villa Burba, il convegno con i risultati del Patto di comunità contro il gioco d’azzardo.
Il 17 maggio 2025, a due anni dal Patto di comunità firmato da una sessantina di realtà cittadine, Villa Burba ha ospitato il convegno dei risultati. Il dato che resta è uno: il gioco fisico sulle macchinette di bar e sale slot è passato dai 41 milioni di euro del 2023 ai 35,9 del 2024, un calo del 12,7 per cento, in controtendenza rispetto agli aumenti registrati altrove. Dietro il numero c’è un lavoro di rete raccontato pezzo per pezzo: le 17 sanzioni della Polizia Locale per violazione dell’ordinanza sugli orari, con tre sale che ormai al mattino nemmeno aprono; i percorsi nelle scuole superiori, dove i sondaggi anonimi hanno dato la parola agli studenti, che vedono i rischi e chiedono loro stessi più limiti e più dialogo; perfino il questionario ai gestori delle sale, che in maggioranza riconoscono i segni del gioco problematico e i cambiamenti portati dall’ordinanza.
Il convegno ha guardato anche avanti: uno Sportello territoriale di ascolto e aiuto, aperto due volte a settimana in via Meda con i Giocatori Anonimi e l’associazione dei familiari, per accogliere chi non se la sente di rivolgersi subito ai servizi per le dipendenze. E ha lasciato spazio alla testimonianza diretta di un giocatore in recupero, che ha ricordato all’aula la verità più semplice: non è un vizio, è una malattia, e uscirne è possibile se si smette di mentire e si chiede aiuto.
I numeri nazionali dicono che la partita è enorme, con 148 miliardi giocati in un anno in Italia e un pro capite rhodense oltre i 2.600 euro. Ma Rho ha dimostrato una cosa che pochi credevano: una comunità organizzata può far arretrare l’azzardo, un punto percentuale alla volta.