Angelo Rioli

Consigliere comunale di +Rho, imprenditore alla guida di un’azienda di famiglia. In aula è spesso la voce di sintesi del gruppo, quella a cui tocca la dichiarazione di voto a nome della lista: un ruolo che racconta il suo registro, fatto di richiami ai principi costituzionali e insieme di uno sguardo concreto, da chi è abituato a valutare le scelte per quello che costano e per quello che rendono alla comunità.

La pace e i principi costituzionali

È il filo più riconoscibile dei suoi interventi. Ha sostenuto con convinzione l’adesione della città alla campagna RIPUDIA di Emergency, richiamando l’articolo 11 della Costituzione, e nella discussione sulla mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina ha portato il proprio impegno personale per la pace: temi su cui la lista non entra nel merito politico-partitico, ma rivendica la cornice dei valori condivisi. Lo stesso registro è tornato sull’ordine del giorno per il salario minimo nelle società partecipate e negli appalti, nato da una petizione di oltre duecento cittadini, dove ha richiamato l’articolo 36 della Costituzione e la dignità del lavoro.

Legalità

Ha sostenuto la mozione contro i tagli ai fondi per gli “amministratori sotto tiro” e per i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose: un tema che a Rho, città che si è costituita parte civile contro la ‘ndrangheta, non è mai astratto.

Welfare, scuola, lavoro

Sul piano programma di Sercop ha ricostruito la storia dell’azienda consortile e del welfare del nord-ovest milanese, dando profondità a una discussione spesso schiacciata sui numeri. Sul Piano per il diritto allo studio ha valorizzato l’ascolto delle scuole come metodo e l’orientamento professionale dei giovani, portando in aula la propria esperienza di imprenditore che i giovani li assume. Sulla mozione per lo studentato diffuso ha offerto una lettura dell’evoluzione demografica e sociale della città, dentro la prospettiva di Rho città universitaria.

La difesa argomentata dell’operato

Quando l’opposizione ha attaccato, a Rioli è toccato spesso rispondere nel merito: sulla capacità dell’amministrazione di aggiudicarsi i fondi PNRR, sugli emendamenti al bilancio in tema di parchi e impianti sportivi (respinti ricordando gli investimenti già realizzati), sulle mozioni in tema di sicurezza, dalla vicenda delle panchine di piazza Libertà al quartiere Mazzo, dove ha difeso le soluzioni di merito rispetto a quelle simboliche. È il lavoro meno visibile del consigliere di maggioranza: tenere la barra dei fatti dentro discussioni che tendono ai simboli.

Equilibrio, concretezza e principi: è la combinazione che fa di Rioli il portavoce naturale del gruppo nei passaggi che contano.

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