Dalla seduta del Consiglio comunale di mercoledì 22 luglio 2026.
Gli alloggi comunali destinati ai servizi abitativi pubblici e transitori resteranno in gestione ad ALER Milano fino al luglio 2033. Il Consiglio ha approvato il rinnovo della convenzione che affida all’azienda regionale l’amministrazione e la manutenzione di quel patrimonio, per una durata di sette anni a partire dall’agosto 2026, dopo il parere favorevole espresso dalla commissione consiliare riunita prima della seduta.
Un atto di questo tipo si legge di solito come pura amministrazione di immobili. Monica Varasi lo ha letto in un altro modo: la gestione di un patrimonio è anche il luogo in cui un ente pubblico si avvicina, o si allontana, dalle persone che in quelle case vivono. Sono le scelte concrete di gestione, ha osservato, a decidere se una convenzione di natura tecnica produca o no una finalità sociale.
Dal lavoro in commissione è emerso un dato che di solito non arriva in aula: a Rho l’occupazione abusiva degli alloggi comunali è un fenomeno molto contenuto, sei case in tutto, tre delle quali già segnalate alla polizia locale e ad ALER perché la situazione venga ricondotta a regola. Attorno a quel numero c’è un dettaglio che dice qualcosa sul tessuto della città: quando un appartamento resta vuoto, e quindi esposto a una possibile occupazione, spesso sono i vicini stessi ad avvertire l’azienda, che provvede a metterlo in sicurezza. È il risultato di un lavoro paziente, poco visibile, che negli anni ha costruito un rapporto di fiducia tra gli inquilini, l’azienda e il Comune.
Sullo stesso registro si colloca l’aggiornamento dell’anagrafe dell’utenza, che ALER chiede di rinnovare ogni due anni. Sembra un adempimento e invece pesa due volte: chi non aggiorna la propria posizione ISEE finisce collocato nella fascia di canone più alta, e questo si riflette a valle sul fondo crediti di dubbia esigibilità del bilancio comunale. Sensibilizzare gli inquilini a tenere aggiornati i propri dati, ha rilevato Varasi, in questi anni ha prodotto insieme più consapevolezza per le famiglie e conti più solidi per il Comune.
La convenzione rinnovata introduce anche uno strumento di controllo che prima non c’era: ogni anno, entro il 31 ottobre, ALER dovrà mappare lo stato di manutenzione degli immobili valutandolo su una scala da uno a tre e renderne conto al Comune. Su questo punto l’intervento è stato netto, a nome di tutto il gruppo: il servizio che l’azienda regionale svolge per la città è importante, ma è al Comune che deve rendere conto, e la rendicontazione va pretesa con serietà e precisione. La durata di sette anni anziché sei risponde a una ragione pratica dello stesso ordine, evitare che la scadenza cada in coincidenza con il calendario elettorale e lasci scoperta la governance del patrimonio abitativo proprio nel passaggio tra due amministrazioni.
Il gruppo ha votato a favore. La convenzione arriva a chiudere un anno in cui la casa è stata uno dei temi più presenti dell’agenda cittadina: da maggio a giugno si è svolto il bando per l’assegnazione degli alloggi pubblici dell’ambito, trentuno appartamenti negli otto comuni del Rhodense, con lo sportello unico gestito da Sercop insieme ad ALER all’Agenzia dell’Abitare di via Meda; e sul patrimonio comunale la riqualificazione energetica delle case di via Sartirana, circa un milione e mezzo con il bando regionale ECOSAP, è conclusa. Quella di via Vincenzo Monti ha ottenuto in primavera quasi un milione dal bando regionale SEED. Amministrare bene quel patrimonio, tenerlo in ordine e saperne rendere conto sono i tre pezzi dello stesso lavoro.
Approfondimenti
- Via Torino 18: le case dei nonni tornano ad accogliere chi ha bisogno
- Inclusività e Comunità, le proposte di +Rho sulla casa e la coesione sociale
- Monica Varasi, consigliera comunale di +Rho
- Paolo Bianchi, assessore con delega alla Casa