Martedì 29 settembre 2026 la firma del protocollo «Per la qualità e la tutela del lavoro negli appalti» fra il Comune di Rho e CGIL, CISL e UIL di Milano.
Quando il Comune affida un servizio o un’opera a un’impresa, le persone che poi lavorano in quell’appalto sono spesso le meno visibili. Il protocollo firmato il 29 settembre 2026 da Comune di Rho e CGIL, CISL e UIL di Milano nasce per loro, al termine di un confronto che le parti descrivono come intenso.
Il primo impegno riguarda il modo di scegliere l’impresa. Il protocollo punta a contrastare le gare al massimo ribasso privilegiando l’offerta economicamente più vantaggiosa, quella in cui il prezzo pesa insieme alla qualità. In più il Comune dovrà verificare che le offerte rispettino il costo del lavoro, cioè che il risparmio non venga scaricato sulle buste paga.
Il secondo riguarda chi cambia datore di lavoro senza cambiare mestiere. Quando un appalto passa a una nuova impresa, la clausola sociale impone di assumere il personale già impiegato, con parità di diritti e di tutele: la continuità del servizio diventa anche continuità di lavoro per chi lo garantiva.
Il terzo tocca la legalità. Negli appalti del Comune non si userà il subappalto a cascata, la catena di affidamenti successivi in cui si perde traccia di chi lavora davvero e a quali condizioni. Un meccanismo di verifica dell’Amministrazione dovrà accertare che le risorse stanziate vadano effettivamente a remunerare il lavoro, perché è da lì che passa la qualità dei servizi resi ai cittadini.
Il Sindaco ha presentato l’intesa come un equilibrio fra gli interessi dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese. È un tassello che si aggiunge agli strumenti già in uso per la trasparenza e la prevenzione della corruzione. Per i rappresentanti dei tre sindacati il valore sta nell’avere unito tutela del lavoro e qualità delle opere, con un sistema di confronto anticipato fra le parti. A Rho la legalità è stata negli anni un impegno concreto, dalla costituzione di parte civile contro la ‘ndrangheta ai beni confiscati restituiti alla comunità. Il protocollo porta quell’attenzione dentro il lavoro quotidiano degli uffici.
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