Un governo dei nuovi impianti che vada oltre i confini comunali: la richiesta di Rho alla Regione.
Il 9 ottobre 2026 il Sindaco Andrea Orlandi ha scritto all’assessore regionale alle Risorse energetiche, Massimo Sertori. Nella lettera, che il Comune ha pubblicato con un comunicato, chiede alla Regione di promuovere un tavolo con i Comuni interessati, Terna e gli altri soggetti competenti. L’obiettivo è una modifica puntuale della legge regionale sui data center, che secondo il Sindaco oggi non permette di governare il fenomeno in modo efficace. In copia l’hanno ricevuta il vicesindaco della Città metropolitana di Milano, Francesco Vassallo, e il presidente di ANCI Lombardia, Mauro Guerra.
Al centro c’è la concentrazione di progetti nella Città metropolitana, e in particolare nella sua area nord-ovest. Per il Sindaco gli effetti di questi impianti sull’energia, sulle infrastrutture, sull’ambiente e sull’urbanistica superano la dimensione comunale e richiedono una regia sovracomunale. Per questo alla Regione chiede un ruolo di coordinamento e di indirizzo, in un confronto continuo fra tutti i livelli istituzionali coinvolti.
La lettera porta anche un dato. Il Comune ha presentato a Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, una richiesta di accesso agli atti. Secondo quanto riferisce il Sindaco, dalla risposta emerge che al 31 agosto 2026 risultavano sei richieste di connessione per data center nel territorio comunale, per 650 megawatt complessivi. Quante siano destinate a tradursi in progetti reali, scrive, il Comune non lo sa. Gli insediamenti, da quelli in fase di realizzazione a quelli solo ipotizzati, sono tre.
Il Sindaco richiama anche la scelta fatta da Rho a giugno. Con la variante alle norme del Piano di governo del territorio, approvata il 17 giugno, il Comune ha creato per i data center una categoria apposita, con regole proprie. La lettera la presenta come l’unico spazio che la normativa regionale lascia al Comune. Uno spazio che, scrive il Sindaco, non dà gli strumenti amministrativi per incidere su dove questi impianti possano sorgere.
Non è la prima volta che il Sindaco si rivolge alla Regione su questo tema. A metà maggio, quando la legge era ancora in discussione, aveva firmato una lettera insieme a più di cinquanta sindaci e amministratori lombardi. Chiedeva di rinviarla e di aprire un confronto con i territori. All’assemblea pubblica sui data center del 5 ottobre aveva confermato quella posizione: a coordinare le scelte dovrebbe essere un ente sovraordinato. Con la legge ormai in vigore, la richiesta diventa quella di modificarla.
La variante di giugno ha fissato le condizioni alle quali un data center può sorgere a Rho. Dove possano concentrarsi questi impianti, su una scala più ampia di quella comunale, è la domanda che la lettera porta alla Regione, offrendo la collaborazione del Comune.
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