Dalla seduta del Consiglio comunale di mercoledì 30 settembre 2026.
La prima seduta dopo la pausa estiva si è aperta con una comunicazione del Sindaco: lunedì 5 ottobre, alle 21, nella Sala Rossa dell’Auditorium di via Meda si terrà la serata pubblica sul tema dei data center. È l’appuntamento che il Consiglio aveva chiesto all’unanimità il 17 giugno, quando approvò la regola urbanistica sui nuovi insediamenti.
Il punto più ampio della serata è stato l’adesione del Comune all’azienda speciale consortile per la transizione digitale promossa da Città metropolitana di Milano insieme ai comuni dell’area. Monica Varasi ha scelto di guardare oltre l’efficienza amministrativa e la messa in comune delle competenze, che pure sono i motivi dichiarati dell’operazione. Fra le finalità dello statuto c’è l’inclusione sociale, e per Varasi è lì che si gioca la partita vera.
Esiste, ha osservato, una povertà digitale che somiglia alle altre povertà: persone di ottantacinque o novant’anni che non hanno gli strumenti per orientarsi fra identità digitale, SPID e carta d’identità elettronica. Se nessuno le accompagna, finiscono per rinunciare a esercitare un diritto. L’auspicio è che la nuova azienda diventi un’occasione per abbattere queste barriere, che si fanno più alte man mano che i servizi si spostano in rete. Sul piano dei conti Varasi ha preso atto di un parere dei revisori non del tutto rassicurante. Si è detta però fiduciosa che nei tre anni si raggiunga la soglia dei cento comuni aderenti, necessaria a far funzionare la società a regime.
Due mozioni hanno portato in aula il tema della sicurezza urbana, con un taglio diverso. Sulla proposta di nuove misure contro lo stazionamento e il consumo di alcolici nei pressi dei supermercati, Angelo Rioli ha spiegato a nome del gruppo perché lo strumento proposto non fosse adeguato. Gli episodi segnalati sono reali e creano disagio a chi vive vicino a quei luoghi, ma sono già sanzionabili con le norme in vigore. Le ordinanze adottate in momenti specifici, per quanto Rioli vede della città, stanno funzionando, e il prossimo anno la Polizia locale potrà contare su un organico più ampio. Sensibilizzare i cittadini e tenere alta l’attenzione su alcune zone, ha concluso, vale più di un divieto in più. Il gruppo non ha appoggiato la mozione.
I dati portati dal Sindaco nella stessa discussione aiutano a capire il quadro. Le ordinanze in vigore sono tre: quella che vieta la vendita per asporto in vetro e il consumo all’esterno in un’area definita, quella sugli eventi e quella, nuova di quest’anno, sugli orari dei distributori automatici aperti ventiquattro ore. Quest’ultima rispondeva a un problema molto sentito dai residenti, che a detta del Sindaco è stato in gran parte risolto. Nel 2026 la Polizia locale ha svolto ventisei servizi di terzo turno dedicati proprio al rispetto di queste regole e quattro servizi ad alto impatto con le altre forze dell’ordine; sette esercizi sono stati sanzionati per la vendita in vetro. Rispondendo alla seconda mozione, quella sulla valorizzazione della Polizia locale, il Sindaco ha ricordato che la città conta circa centotrenta telecamere. L’ultimo bando sulla videosorveglianza, da centocinquantamila euro, è stato finanziato dal Ministero.
In chiusura, il secondo aggiornamento del programma triennale dei lavori pubblici ha registrato due finanziamenti ottenuti. Il primo riguarda gli impianti fotovoltaici sui tetti della scuola di via Di Giacomo e della scuola dell’infanzia di via Aldo Moro, vinti con un bando regionale. Il secondo è la riqualificazione energetica delle case comunali di via Vincenzo Monti 4, un intervento da circa 1,1 milioni di euro. È coperto quasi per intero dal bando regionale SEED, che in primavera aveva assegnato a Rho oltre 980 mila euro.
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