Giovedì 24 settembre 2026 il Comune fa il punto sui controlli della Polizia locale negli esercizi con slot e videolottery.
Fra luglio, agosto e i primi giorni dell’autunno la squadra di Polizia amministrativa della Polizia locale ha contestato sei nuove sanzioni da cinquecento euro in diversi esercizi con apparecchi da gioco. In tutti i casi i gestori avevano lasciato giocare negli orari vietati dall’ordinanza sindacale del 9 gennaio 2024. L’ordinanza impone di spegnere le macchinette tutti i giorni dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21. Sono le fasce dei pasti e degli spostamenti quotidiani, quelle in cui l’ordinanza vuole tenere il gioco lontano dalla vita di tutti i giorni.
I locali interessati dai controlli sono ventinove, comprese alcune sale slot vere e proprie. La media, dice il Comune, è di un paio di sanzioni al mese, in ogni stagione: un segnale che le verifiche sono costanti e che la regola, a oltre due anni e mezzo dalla sua introduzione, non è un deterrente solo sulla carta. Nel maggio 2025 il bilancio dei primi due anni del Patto di comunità contro l’azzardo registrava diciassette sanzioni e un calo del gioco fisico di cinque milioni di euro in un anno.
Accanto ai controlli c’è la parte di aiuto. Da marzo 2026 è attivo lo Sportello GAP, dedicato al gioco d’azzardo patologico, negli spazi dell’OP Cafè all’Auditorium di via Meda: è aperto il giovedì mattina, dalle 10 alle 13. Si rivolge a chi vive una situazione di fragilità legata al gioco, per informare, sostenere e indirizzare verso i servizi e i professionisti competenti. Lo sportello è nato in forma sperimentale da una progettazione condivisa fra Sercop, Comune, cooperativa Intrecci, ATS Città Metropolitana e ASST Rhodense. Sempre il giovedì, ma dalle 21 alle 23, a Passirana, in via Sant’Ambrogio 6, i volontari dei Giocatori Anonimi tengono aperto uno sportello di ascolto.
Sanzioni e sportelli sono due facce dello stesso lavoro, che a Rho tiene insieme la Polizia locale, i servizi sociali, le realtà del territorio e le aziende sanitarie. Il contrasto all’azzardo è una questione di salute pubblica prima che di ordine pubblico, e la costanza dei numeri, mese dopo mese, è il modo in cui la città lo dimostra.
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